Gino Severini

(Cortona, 1883 – Parigi, 1966)

L’équilibriste o Maschere e rovine, 1928

Olio su tela, cm. 160 x 145,5
Banca Monte dei Paschi di Siena

Nell’estate del 1928 il mercante d’arte Léonce Rosenberg decise di affidare la decorazione del suo appartamento parigino ad alcuni artisti della Galerie de l’Effort Moderne, da lui aperta nel 1918. Gino Severini fu dunque incaricato di realizzare sei pannelli di cui oggi, dopo la precoce dispersione all’asta della collezione nel 1932, solo quattro sono noti: Le demon du jeu e Le coup de foudre, alla Pinacoteca di Brera, la Leçon de musique, irreperibile, e questa, di proprietà della Banca Monte dei Paschi di Siena.

Durante la progettazione Severini scambiò con il committente diverse lettere chiedendo indicazioni dettagliate sulla pianta della stanza, sulla collocazione e sulle dimensioni precise delle finestre e della porta, e su tutti gli elementi che avrebbero completato l’arredamento: stucchi, mobili, e le tende, di cui chiese in visione scampoli di stoffa, richiamandone poi i colori nelle tinte dominanti della composizione: rosso pompeiano e azzurro.

Rosenberg aveva richiesto una scena con figure in costume classico, ma Severini lo dissuase convinto che avrebbero conferito all’opera un tono caricaturale. Propose invece personaggi ispirati alla commedia dell’arte perché, come scriveva in una lettera il 10 settembre 1928, le maschere, più vicine alla sua sensibilità artistica, avrebbero acceso un contrasto inusitato con le antichità romane e determinato un risultato di grande effetto.

In linea con questi obiettivi l’artista rinunciò a qualsiasi volontà di documentazione antiquaria a favore di un’intonazione favolistica, popolando una veduta del Foro romano con uno stuolo di maschere tra cui si impone Pulcinella, ripetuto più volte, che ironicamente profana la solennità del luogo arrivando a scalare la colonna per sostituirsi alla statua perduta dell’imperatore Foca.